[Home] - [La storia] - [Le leggende] - [I luoghi] - [Il riso] - [L'architettura] - [S. Maria] - [Documenti] - [Indagini]



Storia






Capitolo II - Il Riso
L’abilità dei cistercensi fu quella di trasformare il terreno paludoso ed acido in un terreno coltivabile, dando origine alle prime grangie, ovvero grandi aziende agricole alle dipendenze dell’abbazia.

Un importante personaggio da citare è l’abate Oglerio di Trino fu in carica dal 1205 al 1214. Dal 1577 gli venne dedicato un altare nella vecchia chiesa abbaziale, che accolse le sue spoglie fino al 1786 e che merita un approfondimento a parte.

All’epoca il grano era un elemento prezioso, in quanto altamente energetico in un periodo in cui facilmente si moriva di fame.

La sua coltivazione richiedeva particolari attenzioni e non sarebbe mai potuto crescere in un territorio malsano come quello della "silva di Locedio". I lavori di bonifica e di irrigazione tramutarono il terreno selvatico in uno capace di accogliere un altro cereale, il riso, che avrebbe risollevato l’economia del paese.

Dotato di simili proprietà nutrizionali, il riso (che non era ancora selezionato e delicato come quello odierno) poteva crescere in terreni ancora acidi e quindi, nel ‘400 fu possibile sfruttare i terreni un tempo malsani.

Nelle grangie vi lavoravano monaci, conversi e famigliari ed i salariati.
[Indietro]


Teses - Vercelli: speleo-archeologia in cavità artificiali
[TE. S. E. S.] | [F. N. C. A.] | [Links] | [Crediti] | [Contattaci]