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><channel><title>TE.S.E.S.</title> <atom:link href="http://www.teses.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.teses.net</link> <description>Ass. culturale &#34;Esplorazione Sotterranei&#34;</description> <lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 15:06:01 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" /> <item><title>Camerano: il &#8220;Buco del Diavolo&#8221;</title><link>http://www.teses.net/news/camerano-il-buco-del-diavolo/</link> <comments>http://www.teses.net/news/camerano-il-buco-del-diavolo/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 19:54:38 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10706</guid> <description><![CDATA[Giovedì 10 maggio è andato in onda un nuovo servizio realizzato per Mistero, la trasmissione di Italia 1. (Link al servizio Mediaset) Siamo tornati nel parco del Conero (AN) per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 10 maggio è andato in onda un nuovo servizio realizzato per Mistero, la trasmissione di Italia 1. (<a title="Camerano : il buco del Diavolo" href="http://www.video.mediaset.it/video/mistero/puntate/301507/il-buco-del-diavolo.html" target="_blank">Link al servizio Mediaset</a>)</p><p>Siamo tornati nel parco del Conero (AN) per osservare de visu una galleria molto particolare, protagonista di numerose leggende. Prende il nome di “Buco del Diavolo”.</p><p>L&#8217;obiettivo primario era quello di accompagnare il conduttore Marco Berry all&#8217;interno della cavità, prevenendo eventuali pericoli e realizzando delle riprese video da adoperare nel servizio.</p><p>C’è chi sostiene che in fondo alla galleria vi sia una stanza con un tesoro, chi crede invece che possa condurre ad una base militare segreta costruita all’interno della collina.</p><p>L’unica cosa che possiamo fare è osservare questa cavità ed interpretare i suoi elementi per tentare di comprendere correttamente di che cosa si tratti.</p><p>Il Buco del Diavolo di Camerano è indubbiamente un interessante manufatto di particolare interesse speleo-archeologico. E’ un tratto di acquedotto di età romana, o addirittura precedente, che probabilmente portava acqua fino ad Ancona.<br /> E’ stato realizzato scavando una serie di pozzi verticali, fino al raggiungimento della quota stabilita. Dalla loro base si è iniziato lo scavo della galleria in due direzioni. Verso monte e verso valle, presentando attenzione alla pendenza ed alla direzione, fino a raggiungere i tratti scavati partendo dai pozzi adiacenti.</p><p>L’unione dei due tratti di galleria è sovente caratterizzato da un dente di giunzione, dovuto allo scarto inevitabile che si creava all&#8217;incontro dei due cavi ciechi.</p><p>I pozzi scavati per raggiungere le profondità necessarie, poi, venivano occlusi per evitare che gli animali, cadendo al loro interno, potessero contaminare l’acqua e per evitare che qualcuno attingesse acqua privatamente.</p><p>Lungo le pareti si possono ancora notare numerose nicchie, che potevano reggere delle lucerne per illuminare il condotto durante la sua realizzazione.</p><p>Inoltre i segni lasciati dagli attrezzi lungo le pareti ci permettono di comprendere la direzione di scavo.</p><p>L’opera si addentra per qualche centinaio di metri nella collina, fino ad essere interessata da frane e da occlusioni.<br /> Sarebbe utile individuare altri tratti superstiti di questo complesso idraulico per ricostruirne l’andamento nel sottosuolo ed ottenere maggiori informazioni su questo aspetto della storia antica.</p><p>Si ringrazia per la collaborazione la speleo Ylenia Vanni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/camerano-il-buco-del-diavolo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;I Misteri del Castello di Melegnano&#8221;</title><link>http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/</link> <comments>http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 May 2012 21:50:58 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10604</guid> <description><![CDATA[Conferenza &#8221;I Misteri del Castello di Melegnano&#8221; Sabato 28 aprile ore 21:00 Castello Visconteo Mediceo, &#8220;Sala delle Battaglie&#8221; Si è svolta , in collaborazione con il gruppo di ricerca IDP Melegnano, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Conferenza &#8221;I Misteri del Castello di Melegnano&#8221;<br /> Sabato 28 aprile ore 21:00<br /> Castello Visconteo Mediceo, &#8220;Sala delle Battaglie&#8221;</strong></p><p>Si è svolta , in collaborazione con il gruppo di ricerca IDP Melegnano, la conferenza intitolata &#8220;I Misteri del Castello di Melegnano&#8221;.<br /> L&#8217;associazione culturale TeSES è intervenuta illustrando gli studi compiuti all&#8217;interno del castello nei mesi precedenti.<br /> Cogliamo l&#8217;occasione per ringraziare il Comune di Melegnano; l&#8217;Assessore alla Cultura e Identità arch. Denis Zanaboni; il Sindaco avv. Vito Bellomo; Angelo Cannella e il gruppo di ricerca IDP Melegnano; arch. Vincenzo Di Gregorio direttore della rivista &#8220;Runa Bianca&#8221;; Mauro Manfrinato.</p><p>Relatori: Valentina Giammarinaro e Andrea Verdini con la collaborazione di Mauro Manfrinato<br /><a href='http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/attachment/locandina-lr/' title='locandina'><img width="75" height="75" src="http://www.teses.net/wp-content/uploads/2012/05/locandina-lr-75x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="locandina" title="locandina" /></a> <a href='http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/attachment/_mg_1298_web/' title='Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano'><img width="75" height="75" src="http://www.teses.net/wp-content/uploads/2012/05/MG_1298_web-75x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano" title="Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano" /></a> <a href='http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/attachment/esplorazione-castello-mediceo-di-melegnano-in-collaborazione-con-idp-melegnano-2/' title='Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano'><img width="75" height="75" src="http://www.teses.net/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0784_web-75x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano" title="Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano" /></a> <a href='http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/attachment/esplorazione-castello-mediceo-di-melegnano-in-collaborazione-con-idp-melegnano-3/' title='Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano'><img width="75" height="75" src="http://www.teses.net/wp-content/uploads/2012/05/IMG_0663_web-75x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano" title="Esplorazione Castello Mediceo di Melegnano in collaborazione con IDP Melegnano" /></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/i-misteri-del-castello-di-melegnano/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il segreto di Camerano – parte 3</title><link>http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-3/</link> <comments>http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-3/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:00:37 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10459</guid> <description><![CDATA[Sempre riprese dalle telecamere di “Mistero”, la nota trasmissione di Italia 1, le operazioni condotte si sono rivelate fruttuose. Avevamo intercettato con precisione ed esattezza l&#8217;apertura scomparsa, la botola che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sempre riprese dalle telecamere di “Mistero”, la nota trasmissione di Italia 1, le operazioni condotte si sono rivelate fruttuose.<br /> Avevamo intercettato con precisione ed esattezza l&#8217;apertura scomparsa, la botola che dava accesso alla cripta scomparsa della chiesa di S. Francesco di Camerano.<br /> Gli operai della ditta ICO hanno quindi allargato il foro secondo le nostre indicazioni, senza danneggiare la struttura originaria ma riaprendo quella che un tempo era una botola a pavimento, come doveva essere circa sessant&#8217;anni prima.<br /> Mentre azionavamo dei potenti aspiratori per permettere un ricircolo più rapido dell&#8217;aria potevamo osservare sotto ai nostri piedi una stanza di modeste dimensioni, con una scalinata al centro.<br /> Il momento di scendere era arrivato: indossati guanti e mascherine, aprivo la strada a Daniele Bossari e ad Arcadio Cavalli, regista/operatore che ci aveva seguito durante la precedente avventura nel <a href="http://www.teses.net/rassegna-stampa/teses-a-cagliari-con-mistero-alla-ricerca-delleremo-perduto/" target="_new" title="Alla ricerca dell'Eremo Perduto">sottosuolo di Cagliari</a>.<br /> Sui primi gradini ritroviamo il perno metallico che un tempo era collocato nel foro centrale della botola in pietra, verosimilmente analoga alle altre quattro ancora esistenti.<br /> L&#8217;ambiente riscoperto non è molto grande e notiamo, ai lati della stanza, diversi resti umani affiorare in mezzo a dei detriti, tra cui una bottiglia di vetro verde scuro ed una calzatura.<br /> Ad un primo esame le sepolture potrebbero risalalire al XVIII secolo, un tempo contenute all&#8217;interno di casse di legno, poi marcite. I resti umani sono disposti in modo casuale tra rottami che,  con ogni probabilità  sono stati lasciati dagli operai durante i lavori di ripavimentazione.<br /> Originariamente le sepolture potevano trovarsi ai lati della scala, disposte parallelamente ad essa, forse una di esse era stata disposta frontalmente.<br /> Ciò che ci ha sorpreso maggiormente, e che costituisce un vero e proprio mistero nel mistero, è stato il ritrovamento di una piccola cassa in zinco rivestita in legno, appoggiata a terra, in un angolo della stanza. Le sue dimensioni potevano facilmente ricondurre l&#8217;immaginazione ad un solo possibile scenario: la sepoltura di un bambino. Sul lato superiore della cassa è presente una semplice croce latina fissata con dei chiodi molto fini, nessuna scritta, nessuna epigrafe, nessun nome.<br /> Dopo aver riferito la situazione alle autorità competenti, sempre presenti ma rimaste all&#8217;esterno della cavità, abbiamo atteso una loro decisione su come procedere. Su loro richiesta abbiamo provato ad asportare la piccola cassa per portarla in superficie.<br /> Totalmente marcio, il feretro si è aperto sotto le nostre mani, lasciando il fondo imprigionato nel terreno e rivelando di essere interessato da una diffusa corrosione. Al suo interno i resti di un bambino, di cui si è conservato solamente il cranio, che presenta ancora alcune tracce di capelli biondi incollati sul tessuto osseo, e poche altre ossa.<br /> Il restante materiale organico risulta essere incoerente, di colore marroncino torbido e mescolato a terriccio. Da notare una discreta percentuale di “condensa acquosa” presente all’interno della bara.</p><p><iframe width="620" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/qKfvfN6OBto?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p><p>La notevole umidità dell&#8217;ambiente, unita ad un terreno probabilmente aggressivo e la totale assenza di isolamento della cassa da terra (il legno appoggia direttamente sul terreno) hanno consentito al legno di marcire, lasciando scoprire la zincatura interna.<br /> Purtroppo, sempre a causa dell&#8217;umidità, ed in parte anche della corrosione batterica dovuta al rilascio di liquami cadaverici, caratterizzati da un PH particolarmente acido che ha probabilmente velocizzato il processo di deterioramento, la cassa più interna in zinco si è fortemente danneggiata.<br /> Corrodendosi in più punti, ha permesso al corpo custodito all&#8217;interno di entrare in contatto con l&#8217;aria e, nel corso del tempo, ha alimentato una colonia di larve di ditteri, di cui si sono rinvenuti i resti essiccati in prossimità del feretro.<br /> Andrebbe analizzato anche il laminato di zinco, per verificarne lo spessore medio e la purezza della lega impiegata, ricordando che già solo quaranta anni fa i processi di lavorazione dello zinco non potevano raggiungere i livelli di purezza odierni, superiori al 99%. Le stesse impurità inglobate nella lega possono aver contribuito ad una corrosione precoce, parallela al processo di scheletrizzazione.<br /> Esami attenti e completi potrebbero inoltre confermare se la corrosione, come ipotizziamo, sia iniziata dall&#8217;esterno dell&#8217;involucro metallico verso l&#8217;interno, dove in ogni caso erano presenti diverse tracce di ruggine bianca (ossido di zinco, più minime tracce di ossido e di carbonato), fornendo numerose altre risposte.<br /> Ciò che ci ha realmente sorpreso è stato l&#8217;occultamento di questa cavità, e conseguentemente del piccolo corpo, avvenuta intorno agli anni &#8217;50 del secolo scorso, quando veniva ripavimentata la chiesa. Perché non è stata lasciata la possibilità di ispezionare l&#8217;ambiente come per le altre quattro botole?<br /> E&#8217; facile pensare ad un cadavere scomodo, ma un&#8217;indagine metodologica ed approfondita potrebbe portare a delle risposte chiare e concrete.</p><p><strong>Si ringrazia:</strong></p><p>Quadrio TV<br /> Massimo Piergiacomi (Sindaco di Camerano)<br /> Angelo Monaldi (Guida della Città Sotterranea)<br /> Alberto Recanatini (Ispettore onorario della Soprintendenza)<br /> Ditta ICOC (Perforazioni)<br /> Floriano Santini (Elettricista)<br /> Costantino Renato (Assessore LL. PP.)<br /> Jacopo Facchi (Assessore alla cultura)<br /> Proloco &#8220;Carlo Maratti&#8221;<br /> e tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-3/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Biografia: Richard Atkinson</title><link>http://www.teses.net/news/biografia-richardatkinson/</link> <comments>http://www.teses.net/news/biografia-richardatkinson/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Apr 2012 13:01:43 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10523</guid> <description><![CDATA[Biografia: Richard Atkinson Richard Atkinson, il cui nome completo è Richard John Copland Atkinson, nacque nel 1920 nel Dorset, in Inghilterra e studiò prima alla Sherbourne School, poi all’oxfordiano Magdalen [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biografia: Richard Atkinson</p><p>Richard Atkinson, il cui nome completo è Richard John Copland Atkinson, nacque nel 1920 nel Dorset, in Inghilterra e studiò prima alla Sherbourne School, poi all’oxfordiano Magdalen College.</p><p>A causa del suo pensiero religioso e la sua fede quacquera, all’inizio della seconda guerra mondiale servì la patria da non combattente.<br /> Ricordiamo Atkinson principalmente per i suoi studi al complesso megalitico di Stonehenge, alla collina di Silbury, al West Kennet Long Barrow ed al Wayland’s Smithy e per il manuale “Archeologia sul campo” (Field Archaeology) in cui elenca soluzioni pragmatiche e tecniche pratiche relative allo scavo archeologico.</p><p>Dal 1944 lavorò come assistente di archeologia presso l’Ashmolean Museum di Oxford e dal 1949 divenne assistente presso l’università di Edimburgo, fino a quando si trasferì a Cardiff, dove fu il primo professore di archeologia presso la University of Wales.</p><p>Si ritirò dall’attività nel 1983, dopo che nel 1979 venne nominato Commander dell’Impero Britannico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/biografia-richardatkinson/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Biografia: Niels Stensen</title><link>http://www.teses.net/news/biografia-niels-stensen/</link> <comments>http://www.teses.net/news/biografia-niels-stensen/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Apr 2012 13:00:04 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10521</guid> <description><![CDATA[Biografia: Niels Stensen Niels Stensen, meglio conosciuto come Niccolò Stenone o, in latino, come Steno, fu anatomico e naturalista nel XVIII secolo. Nato a Copenhagen l’11 gennaio del 1638 studiò [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biografia: Niels Stensen</p><p>Niels Stensen, meglio conosciuto come Niccolò Stenone o, in latino, come Steno, fu anatomico e naturalista nel XVIII secolo.</p><p>Nato a Copenhagen l’11 gennaio del 1638 studiò inizialmente medicina per trasferirsi ad Amsterdam ed a Leida e si lauerò in medicina nel 1664. Si trasferì ospite del mecenate Melchisedec Thèvenot, dove ebbe modo di conoscere e di frequentare i più grandi nomi della scienza di quel periodo.</p><p>La passione che alimentava lo studio e la ricerca di “Stenone” è dimostrata dagli ottimi risultati conseguiti durante i suoi studi medici. Fu lo scopritore del dotto parotideo, che prese poi il suo nome, e interpretò correttamente la funzione delle ghiandole, distinguendo quelle secernenti ed i linfonodi.</p><p>Non solo, dimostrò che il cuore è un muscolo, andando contro alla tradizione che voleva fosse fonte di calore o la custodia dell’anima. Non dimentichiamoci che visse nel 1600!<br /> Nel 1666 si spostò ancora una volta, in Toscana, alla corte dei Medici, dove oltre a frequentare illustri personaggi iniziò ad interessarsi anche alla geologia ed alla mineralogia.</p><p>Con la sua pubblicazione “De solido intra solidum”, si assicura il primato di fondatore della moderna geologia.</p><p>Grande il suo contributo nella geologia, le sue leggi sulla stratigrafia divennero le basi dell’archeologia stratigrafica moderna asserendo che uno strato geologico è più recente di quello che si trova sotto ad esso e più antico di quello che si trova invece al di sopra.</p><p>Anche in campo paleontologico la passione che alimentò i suoi studi ebbe modo di portare grandi risultati.<br /> Comprese per primo l’essenza di fossili, fino a quel momento reputati pietre di bizzarre forme e non come resti di animali antichi.<br /> Infine si occupa anche di cristallografia deducendo la legge della costanza degli angoli diedri.<br /> Una tale mente, preziosissima per la rapida evoluzione della scienza, subisce però un arresto improvviso.<br /> Danese luterano, a Firenze si converte al cattolicesimo, conversione estremamente negativa per la persona che lo portò all’abbandono degli studi scientifici, che sempre mal si conciliano con le credenze popolari e le religioni.</p><p>In ogni caso nel 1675 divenne sacerdote e due anni dopo addirittura vescovo. Niels Stensen lascia quindi l’Italia per la Germania, dove morì il 5 dicembre.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/biografia-niels-stensen/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Biografia: Mortimer Wheeler</title><link>http://www.teses.net/news/biografia-mortimer-wheeler/</link> <comments>http://www.teses.net/news/biografia-mortimer-wheeler/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 12:58:39 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10518</guid> <description><![CDATA[Biografia: Mortimer Wheeler Il più importante archeologo inglese del XX secolo è stato indubbiamente Mortimer Wheeler, il cui nome completo è Robert Eric Mortimer Wheeler. Nato a Glasgow nel 1890, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biografia: Mortimer Wheeler</p><p>Il più importante archeologo inglese del XX secolo è stato indubbiamente Mortimer Wheeler, il cui nome completo è Robert Eric Mortimer Wheeler.<br /> Nato a Glasgow nel 1890, frequenta l’univerità di Londra. A trent’anni diviene direttore del museo nazionale del Galles e poi custode del museo di Londra, fino al 1944.</p><p>Tra gli scavi di maggior prestigio che effettuò ricordiamo quelli di Verulamium di S. Albams, scavi condotti con metodi sorpassati, se rapportati al nostro periodo, ma che diedero dimostrazione di grande efficacia.</p><p>Trasferitosi in India nel 1944, divenne direttore generale dell’archeologia del paese, e si dedicò allo studio di dettaglio della valle della civiltà Indù.</p><p>Nel 1948 tornò in Inghilterra e divenne professore all’Istituto di Archeologia, dove iniziò a pubblicare i suoi libri. Ad dare una mano alla sua popolarità saranno le numerose apparizioni televisive e radiofoniche.</p><p>Prima della sua morte, avvenuta nel 1976, venne insignito cavaliere (1952) per i suoi preziosi servigi al mondo dell’archeologia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/biografia-mortimer-wheeler/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Biografia: Johann Joachim Winckelmann</title><link>http://www.teses.net/news/biografia-johann-joachim-winckelmann/</link> <comments>http://www.teses.net/news/biografia-johann-joachim-winckelmann/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:56:46 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10516</guid> <description><![CDATA[Biografia: Johann Joachim Winckelmann Nato a Stendal il 9 dicembre del 1717, Johann Joachim Winckelmann merita un posto nella nostre biografie principalmente per essere stato il primo ad distinguere gli [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biografia: Johann Joachim Winckelmann</p><p>Nato a Stendal il 9 dicembre del 1717, Johann Joachim Winckelmann merita un posto nella nostre biografie principalmente per essere stato il primo ad distinguere gli stili cronologicamente differenti nella storia dell’arte.</p><p>Egli infatti fu sia archeologo che storico d’arte di grande fama, dato che se rapportato alle scarse condizioni economiche in cui verteva la sua famiglia, da ancora una volta l’idea di quanto la passione possa aiutarci a superare le difficoltà.</p><p>Suo padre era infatti un povero calzolaio e lui frequentò il ginnasio di Berlino ed il liceo a Salzwedel, prima di trasferirsi a Halle per studiare archeologia nel 1738.</p><p>La sua voglia di conoscere lo portò a dedicarsi con estrema passione e costanza alla letteratura ed all’arte greca, trovando anche il tempo di frequentare lezioni di medicina matematica all’università di Jena.<br /> Fortemente limitato dalla condizione di povertà accettò come impiego un posto come precettore in una località nei pressi di Magdeburgo. Per cinque anni fu rettore associato alla scuola di Seehausen per lavorare fino al 1754 come bibliotecario del conte dell’impero Heinrich Von Bünau a Nöthnitz, fornendo preziosa consulenza ed aiuto nel raccogliere materiali sul Sacro Romano Impero, su cui il conte stava scrivendone la storia.</p><p>In questo periodo, successivamente alla conversione al cattolicesimo ed al suo interesse verso l’arte, iniziò a pubblicare le sue prime opere.<br /> Grazie alla notorietà ed alla stima conquistata venne protetto da Augusto III, elettore di Sassonia, nonché re di Polonia, che gli fornì una pensione di 200 talleri per consentirgli di continuare i suoi studi e le sue ricerche.</p><p>Giunto a Roma lavorò come bibliotecario per numerosi cardinali, fino al 1763, quando venne nominato prefetto delle antichità di Roma.<br /> Proseguono le sue pubblicazioni, libri e saggi, di ottima qualità e tutte in grado di apportare un essenziale contributo sia all’archeologia che alla storia dell’arte.<br /> Winckelmann ricevette anche una medaglia commemorativa dal cancelliere Kaunitz e altre tre medaglie dall’imperatrice d’Austria Maria Teresa.</p><p>Da Vienna raggiunse Trieste, per imbarcarsi verso Ancona. Alloggiando in una stanza della “<em>Locanda grande</em>” conobbe Francesco Arcangeli, cuoco pistoiese con precedenti penali.</p><p>Questo losco personaggio, con l’intenzione di derubarlo delle medaglie ricevute, l’8 giugno del 1768 assassinò brutalmente Wincklemann, che venne poi sepolto nel cimitero della cattedrale di S. Giusto.<br /> Il 20 luglio venne giustiziato il suo assassino.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/biografia-johann-joachim-winckelmann/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Biografia: Heinrich Schliemann</title><link>http://www.teses.net/news/biografia-heinrich-schliemann/</link> <comments>http://www.teses.net/news/biografia-heinrich-schliemann/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Mar 2012 13:50:24 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10507</guid> <description><![CDATA[Biografia: Heinrich Schliemann Schliemann merita senza ombra di dubbio un posto di primo piano tra i grandi archeologi ed eXploratori del passato per la scoperta della mitica città di Troia [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biografia: Heinrich Schliemann</p><p>Schliemann merita senza ombra di dubbio un posto di primo piano tra i grandi archeologi ed eXploratori del passato per la scoperta della mitica città di Troia e del favoloso tesoro di Priamo.</p><p>Ma ancora di più per la passione, la costanza e la forza che lo spinsero dove nessun altro uomo era arrivato prima. La sua determinazione e la sua motivazione nel ripartire quando ormai pareva che non ci fosse via di uscita sarebbero già da sole sufficienti per ricordarlo tra queste pagine.</p><p>Heinrich Schliemann nasce il 6 gennaio del 1822 a Neubukow, piccola località nei pressi di Mecklenburg. Suo padre era un pastore evangelico ed fu grazie a lui che fin da piccolo Heinrich si appassionò alle antiche civiltà, ascoltando i passi di Omero, letti dal padre, e della leggenda della mitologica città di Troia.</p><p>Come avvenne per i primi storiografi greci Erodoto e Tucidide, anche per Heinrich ciò che Omero aveva descritto, veniva reputato verità assoluta, forse per via di un logico entusiasmo giovanile che sempre lo accompagnò. Schliemann si portò dietro questa certezza dalla prima volta che sentì narrare l’epica vicenda della città scomparsa fino al giorno della scoperta.</p><p>Ma torniamo indietro nel tempo, quando il giovane Heinrich aveva solo quattordici anni ed era speranzoso di potersi dedicare alla ricerca archeologica, pronto a studiare sodo per comprendere le nozioni che gli sarebbero state indispensabili per concretizzare le ricerche.</p><p>Tutto l’entusiasmo che aveva venne smorzato dagli eventi e si vide costretto ad abbandonare gli studi per iniziare a lavorare. I suoi sogni vennero così infranti ancora prima di iniziare ed in poco tempo dimenticò ciò che aveva imparato. Iniziava un periodo per lui durissimo e trovò un’occupazione come garzone.</p><p>La leggenda vuole che una sera si soffermò ad ascoltare alcuni versi recitati da un ubriaco, scoprendo in seguito che si trattava di estratti dall’Iliade e dall’Odissea. La fiamma della passione per la storia e le ricerche riprese ad ardere e si dice che avrebbe speso volentieri i suoi pochi averi per comperare da bere all’ubriaco, affinché continuasse a recitargli le opere di Omero.</p><p>A nemmeno vent’anni, nel 1841, decide di partire per la Colombia, ma a causa di un naufragio la sua nave si arresta in Olanda, dove, per sbarcare il lunario, farà il fattorino per parecchi anni. In questo periodo imparerà da autodidatta l’inglese, il francese, l’italiano ed il russo.</p><p>Nel 1850 ritenterà la fortuna imbarcandosi verso gli Stati Uniti, dove, prestando denaro ai cercatori d’oro, inizierà ad arricchirsi.<br /> La fortuna durerà poco per il nostro giovane avventuriero che subirà un processo per frode e fu costretto a tornare a S. Pietroburgo, dove qualche anno prima aveva lavorato come commerciante.<br /> Nella sua travagliata esistenza troverà anche l’amore, sposando Caterina Petrovna Lvschinla, figlia di un ricco avvocato russo. Durante la guerra di Crimea Schliemann troverà il modo di arricchirsi rifornendo di vettovaglie e di materiale bellico le truppe dello zar. Dando ancora prova di grande motivazione, decise di studiare il greco antico, in modo da poter leggere i testi originali di Omero, evitando di incappare in errori di traduzione o di cattive interpretazioni fatte da altri.</p><p>Finalmente la fortuna inizia a sorridergli ed a premiare la sua costanza ed i suoi sacrifici.<br /> Nel 1868 Heinich Schliemann, economicamente agiato, può ritirarsi dagli affari ed il capitale che accumulato gli consentì di dedicarsi alle sue ricerche archeologiche. Due anni dopo viaggerà verso la Cina ed il Giappone, per poi trasferirsi in Italia, in Grecia ed in Turchia.</p><p>Conoscerà Frank Clavert e si unirà alla sua spedizione alla ricerca della mitica città di Troia.<br /> Nel 1869 si sposerà nuovamente, con Sofia Kastromenos, ed eseguirà un primo scavo clandestino.<br /> Scoperto, dovette trattare diplomaticamente con il governo turco.</p><p>Solo nel 1871 ottiene l’autorizzazione a compiere ricerche in terra turca e organizzò, finanziandola completamente di tasca sua, la spedizione in Anatolia, sulla sponda asiatica dello Stretto dei Dardanelli, dove si reputava sorgesse Troia. La collina di Hissarlik rappresentava il luogo ideale per erigere una roccaforte, in posizione dominante la<br /> piana circostante. Continuando a basarsi sui testi omerici, il 4 agosto del 1872 iniziò a trovare vasellame, oggetti domestici ed armi.<br /> I suoi scavi lo portarono anche a rinvenire mura e fondamenta di ben otto città diverse, costruite una sui resti dell’altra.</p><p>L’approfondito studio stratigrafico consentì di datare i cerchi concentrici delle cinte murarie rivenute. Lo strato più antico risaliva ad un villaggio neolitico di circa 3.000 anni prima di Cristo, altri strati presentavano spesse e robuste mura, grandi porte di ingresso, case in mattoni e tracce di incendi, indizi che lo fecero pensare alla<br /> reggia di Priamo, distrutta dagli Achei.<br /> Ma fu il sesto strato che conservava i resti di Troia, certezza che però ebbero solo gli studiosi moderni, in seguito alla morte del grande esploratore.<br /> Gli strati successivi risalivano a villaggi cristiani collocati dalla caduta di Troia alla caduta dell’Impero Romano di Occidente.</p><p>Criticato da molti per via dei metodi adottati, Schliemann è una figura sempre molto discussa. La sua ricerca diretta dello strato più antico lo portò a demolire gli strati intermedi, costruzioni e mura, che avrebbero consentito di ottenere maggiori informazioni sulla storia più recente.</p><p>Ma scientificamente, come sostiene anche lo storico Edward Meyer, il suo metodo fu estremamente proficuo per la scienza, ben difficilmente uno scavo sistematico avrebbe portato alla luce gli strati più antichi nascosti nella collina e con essi i resti della civiltà di Troia.<br /> La sua vita avventurosa non fu certo sterile di emozioni, il 15 giugno del 1873 era l’ultimo giorno di scavo, prima della sospensione dei lavori.<br /> Schliemann stava studiando la base delle mura ciclopiche del VI strato e notò qualche cosa che lo incuriosì.<br /> Fece allontanare gli operai e con l’aiuto della moglie penetrò in un ambiente segreto. In esso vi era custodito un enorme tesoro, il tesoro di Priamo, che il re fece nascondere prima della distruzione della città e costituito da quasi 9.000 gioielli e preziosi.</p><p>Tra gli importantissimi reperti trovati citiamo la maschera d’oro di Agamennone, risalente al XVI secolo e trovata nel 1876 in una tomba a pozzo a Micene. Studi recenti hanno anticipato di quattro secoli la datazione dei reperti, annullando la teoria di Schliemann che il volto rappresentato sulla maschera fosse quello di Agamennone.</p><p>Il credere allo storico greco Pausania, vissuto nei luoghi studiati nel 170 diede le indicazioni necessarie a Schliemann per scoprire che le tombe dei re erano ubicate all’interno della cinta muraria.<br /> Nel 1879 trovò l’agorà di Micene, la piazza circolare in cui avvenivano incontri ed assemblee, il tutto coincidente con l’Elettra di Euripide.<br /> Il favoloso tesoro di Priamo ebbe una vita travagliata almeno quanto quella del suo scopritore: trafugato segretamente da Schliemann in Grecia, gesto che costò all’archeologo l’accusa di esportazione illegale da parte del governo Turco, ancora oggi non ha trovato pace.</p><p>In seguito all’accusa, l’esploratore tedesco pagò una somma ancora maggiore della grande multa al fine di diventarne il proprietario, per donare il tesoro alla Germania, dove rimase fino alla seconda guerra mondiale.<br /> Il prezioso tesoro, durante il conflitto mondiale, era in pericolo e Hitler diede ordine di farlo nascondere nelle miniere di sale di Helmstad, per evitare che cadesse in mano dei sovietici in caso di invasione o di sconfitta.</p><p>L’ordine non fu eseguito ed il tesoro venne trafugato a Mosca. I russi non ammisero mai che il tesoro era stato rubato da loro e nacquero infinite polemiche in merito. Polemiche durate fino al 1993 quando Boris Eltsin, invitato ad Atene, dichiarò pubblicamente che il tesoro si trovava al museo Puskin. L’anno successivo una commissione di esperti internazionali confermò quanto dichiarato.</p><p>Oggi il tesoro è conteso dalla Turchia, dove è stato rinvenuto, dalla Grecia, legittima erede grazie ai testi omerici, la Germania, a cui è stato donato e dalla Russia, dove è conservato oggi.<br /> Mentre si trovava a Napoli in attesa di nuovi permessi di scavo venne colto dalla morte nel 1890.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/biografia-heinrich-schliemann/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Biografia : Hiram Bingham</title><link>http://www.teses.net/news/biografia-hiram-bingham/</link> <comments>http://www.teses.net/news/biografia-hiram-bingham/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 13:55:20 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10513</guid> <description><![CDATA[Biografia : Hiram Bingham Bingham nasce ad Honolulu nel 1875 e frequenta le università di Yale, di Harvard, dove in seguito ricoprirà il ruolo di docente, insegnando anche nell’altrettanto prestigiosa [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biografia : Hiram Bingham</p><p>Bingham nasce ad Honolulu nel 1875 e frequenta le università di Yale, di Harvard, dove in seguito ricoprirà il ruolo di docente, insegnando anche nell’altrettanto prestigiosa università di Princeton.</p><p>Nel 1906 inizierà la sua avventura, con le prime esplorazioni, dove identificò Victos, l’ultima capitale dell’impero Inca.</p><p>Durante la prima guerra mondiale serve lo stato come istruttore dell’aviazione, ed al termine diviene governatore del Connecticut e senatore repubblicano.<br /> Nel 1956 si spegne a Washington.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/biografia-hiram-bingham/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il segreto di Camerano &#8211; parte 2</title><link>http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-2/</link> <comments>http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-2/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Mar 2012 08:56:45 +0000</pubDate> <dc:creator>luigi</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.teses.net/?p=10552</guid> <description><![CDATA[Come anticipato dal precedente articolo, il Comune di Camerano, basandosi sui ricordi degli anziani, ha deciso di intraprendere la ricerca della cripta scomparsa, nascosta sotto alla chiesa di S. Francesco. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Come anticipato dal <a href="http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-1/" title="Il segreto di Camerano – parte 1">precedente articolo</a>, il Comune di Camerano, basandosi sui ricordi degli anziani, ha deciso di intraprendere la ricerca della cripta scomparsa, nascosta sotto alla chiesa di S. Francesco.</p><p><iframe width="620" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/tariatiEtZw?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p><p>L&#8217;associazione Teses e la troupe di Mistero sono state invitate per documentare le fasi della ricerca. Individuata come area più indicata per tentare un saggio quella compresa tra l&#8217;altare ed il coro, viene praticato dalla ditta specializzata ICO un foro nel pavimento.</p><p>Dopo 35 centimetri di soletta la punta gira nel vuoto. Una cavità!<br /> Introduciamo una camera all&#8217;interno dell&#8217;ambiente e scopriamo di aver individuato una cavità a pianta quadrangolare, dotata di una piccola scala al centro.</p><p>L&#8217;apertura viene così allargata per permettere l&#8217;ispezione da parte di un essere umano. Facciamo aspirare l&#8217;aria al suo interno mentre indossiamo tute, mascherine e guanti.</p><p>[Daniele Bossari su Twitter : <a href="https://twitter.com/#!/danielebossari/status/165492523714871296/photo/1" title="Preoccupazione prima di scendere" target="_blank">https://twitter.com/#!/danielebossari/status/165492523714871296/photo/1</a>]</p><p>Potevamo immaginare di aver trovato una cripta, un ambiente magari collegato con altre cavità presenti nel sottosuolo di Camerano, di trovare antichi resti umani, incisioni, scritte, epigrafi.</p><p>A questo punto, eravamo pronti a scendere&#8230; [CONTINUA]</p><p>Si ringraziano:<br /> Quadrio TV<br /> Massimo Piergiacomi (Sindaco di Camerano)<br /> Angelo Monaldi (Guida della Città Sotterranea)<br /> Alberto Recanatini (Ispettore onorario della Soprintendenza)<br /> Ditta ICOC (Perforazioni)<br /> Floriano Santini (Elettricista)<br /> Costantino Renato (Assessore LL. PP.)<br /> Jacopo Facchi (Assessore alla cultura)<br /> Proloco “Carlo Maratti”<br /> e tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.teses.net/news/il-segreto-di-camerano-parte-2/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
